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"RICHIAMI
DI TERRA 2" 3°
Rassegna di Arte Contemporanea 5-
14 Agosto 2002 Nova Siri
centro storico- Basilicata Contributi
critici: Espongono:
Tra
memoria e miti
di
Piero Ragone
Sul
tema della terra (soggetto e oggetto
della rassegna) e dei suoi ri-chi-ami,
tra assonanze ed evocazioni, con una decisa apertura territoriale
verso la Puglia – vicina non solo geograficamente, ma affine per storia,
tradizioni e valori – si sono interrogati quest’anno Arturo Tuzzi e la
Cooperativa Punto Zero di Taranto.
La
trasversalità di visioni e la coralità
di produzioni per questo nuovo viaggio
della/nella memoria si avvalgono della partecipazione di 5 protagonisti
impegnati nei campi della comunicazione visiva, della pittura, della scultura e
della fotografia, con forti impronte personali. Al visitatore è lasciata la
facoltà e la libertà di identificazione e collegamento delle diverse
connotazioni e dei differenti approcci, pur all’interno di una unitarietà e
di una matrice comune che dalla realtà quotidiana, dalla sua documentazione, si
spinge verso lidi più antropologici, filosofici e immateriali, “vissuti” o
sviluppati come ricerca.
Entrando
più nel merito di questa indagine, cogliendo le sollecitazioni espresse nelle
opere in esposizione, troviamo lo spirito profondo di percorsi, esperienze,
studi caratterizzati dalla mediterraneità, dai legami con la natura, i luoghi
di appartenenza e la loro storia, da un rapporto diretto, a volte tattile con la
materia, i suoi colori e la luce che li anima. In alcuni passaggi e
accentuazioni coglieremo il dato estetico, quello umano, l’elemento
concettuale o compositivo, o semplicemente il trasporto fantastico o la maturità
espressiva, sentiti o proposti come patrimonio culturale non solo dei singoli
artisti invitati alla rassegna.
Tra
il colore e il bianco e nero Michele Del
Vecchio ha selezionato tra le migliaia di scatti del suo repertorio 20
immagini rappresentative della sua profonda attenzione per la gente e per i
luoghi. Vecchi e bambini, case e paesaggi, emblemi monumentali e brulli declivi
raccontano attimi intensi del suo pellegrinaggio di fotografo tra le terre, la
gente e i paesi appulo-lucani, visti sempre con grande rispetto e benevolenza.
Nelle
tecniche miste, nei collages, negli assemblaggi tessili e fotografici di Gaetano
Dimatteo prorompe la denuncia e il grido silenzioso di dolore che travalica
i continenti e approda ad un dramma mondiale ambientato in Afganistan e
scaturito dall’attacco terroristico alle due torri di New York. Vittime,
lutti, violenza, disperazione, miseria sono documentate dalle immagini di guerra
dei cronisti che il pittore scenografo ha rielaborato e isolato, filtrato e
colorato, in parte coperte da burqa e trame, tessuti sfilacciati e frange. Dai
teatri di morte lo sguardo triste e dignitoso di bambini innocenti e affamati,
divorati dalla polvere, ci ricordano il sacrificio e il coraggio della
giornalista Maria Grazia Cutuli assassinata sulla strada per Kabul.
E
alla donna, alla modella Artemisia, all’angelo Nelchael della musica e della
poesia sono dedicati gli ultimi esiti grafico pittorici di Teresa
Follino. Una lucana residente in Puglia ispirata da Pollok, che ha
sviluppato una sua idea di dripping e che ha praticato performances e
installazioni. Il suo rapporto con la tela, con l’azione, il movimento, la
pittura, i tagli e gli strascichi propone oggi un ritorno neo figurativo, con
nudi ri-vestiti da disegni illusori, sostenuti dal segno sanguigno della matita.
A
chiudere il cerchio è Sante Polito
con una scultura essenziale, di recupero, attenta ai segni, alle forme, ai
decori plastici di derivazione non solo architettonica. E’ la pietra la
sostanza della sua comunicazione, depositaria di tutta la storia delle sue
origini più antiche e delle sue trasformazioni d’uso. Il dialogo e il
contrasto con il ferro e l’argilla si sono rivelati un’utile palestra per
incursioni e sperimentazioni sulle variabili tempo
e spazio, registrate dalla
particolare versatilità e ancora presunta freddezza del calcare. |
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