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LELLO
BAVENNI
Le sue
opere si traducono in immagini surreali e colori
esasperati. Gli elementi irrompono dagli spazi ed
invadono la superficie dei piani di lettura. Il
figurativo (s)confina con l’astratto e la percezione
cromatica risulta volutamente alterata dalla padronanza
dell’uso del mezzo digitale e delle tecniche di
elaborazione informatica.
Non puro meccanicismo, però, ma un modo di piegare le
possibilità offerte dalla tecnologia a quanto Bavenni
vuole esprimere in modo compiuto.
Ed ecco allora che sulle scoscese pareti del Vesuvio
fiorisce un magnifico prato quale nemmeno in Cartoonia è
possibile vedere: verde brillante, folto, soffice. Se i
parenti non si possono scegliere, sembra dire il Nostro,
che almeno gli spazi mentali abbiano i colori delle
nostre emozioni! Ed è per questi motivi, a mio avviso,
che Bavenni fa un percorso contrario e di segno opposto
al resto dell’umanità. Invece di andare al mare, se lo
porta in casa, gli attribuisce toni e colori, lo fa
accomodare in salotto, gli apre le porte, così che anche
l’elemento principe del nostro pianeta, possa anch’esso
visitare la parte di mondo che altrimenti non vedrebbe
mai. Un ospite. Di riguardo, col vestito buono, ma un
ospite.
Dello stesso tenore la finestra ellittica che fa da
protagonista assoluta in un piano completamente buio.
Nel quale non sono importanti gli elementi che
potrebbero riempirlo, né la luce che li illuminerebbe.
Qui le ombre e le sfumature del Caravaggio non hanno
cittadinanza. La star è il blu accecante messo al centro
focale dell’opera, attraversato da una nuvola migrante
che occhieggia curiosa attraverso il varco fra un mondo
e l’altro.
ARTURO TUZZI
Lello
Bavenni Vive e lavora a Vico Equense (NA). Dal 1958
partecipa alla vita artistica nazionale prendendo parte
a numerose manifestazioni e ottenendo importanti premi.
La sua opera è associata ad un certo tipo di
surrealismo, “ per quel tanto che il surrealismo oggi
può ancora esistere”.
(Elio Mercuri)
www.bavenni.it E. mail: lello@bavenni.it
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