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4 e: ACQUA ARIA FUOCO TERRA

MOSTRA IDEATA E CURATA DA PASQUALE CHIURAZZI

NOTE CRITICHE DI  MASSIMO CREMAGNANI E ARTURO TUZZI

RASSEGNA INTERNAZIONALE

DI ARTI VISIVE DIGITALI

 

 

 

PASQUALE CHIURAZZI
Chiurazzi è fotografo nella piena accezione etimologica: è uno che “scrive per immagini servendosi della luce”. L’uso dell’obiettivo prima e dell’avvento delle macchine digitali poi, gli hanno solo fornito uno strumento in più per decrittare la realtà ed esprimerla attraverso altre raffigurazioni e forme.
Chiurazzi propone anche un particolare della Creazione, nella Cappella Sistina. Due figure di spalle che guardano rapite:due persone qualunque alle quali è riservato il privilegio di essere testimoni dell’atto primigenio, quello dal quale tutto ha avuto origine. Isolati, unici astanti che hanno lasciato fuori il mondo e il suo vociare, protetti da diaframmi di luce avvolgente o ammutoliti da una porta oltre la quale si intuisce un fuoco divoratore ma del quale non avere paura: caldo, protettivo, oltre l’uscio.
Nella rappresentazione della torre di babele, l’unico elemento solido, rassicurante, certo, è la casa con i tetti spioventi soverchiata dalla torre che si protende verso il cielo. Un moloch reso ancora più inquietante da un quadrante di orologio sullo sfondo privo di lancette: che non può segnare il trascorrere del tempo né scandirlo. In primo piano, una serie di losanghe, di campi arati o di onde che si rincorrono, a fare da contraltare luminoso. In un’altra delle sue opere, un vortice nel quale si amalgamano, invece di confondersi, i quattro
elementi, portando in primo piano, via via che lo si osserva, ognuno di essi, tutti fondamentali, imprescindibili, ineliminabili. La terra, poi, potrebbe essere qualsiasi terra: anche quella dei paesaggi di Rigoni Stern: cupa, calpestata, coperta di neve. E la scomposizione dei quattro elementi, ognuno costretto in un suo piano, sono una didascalia di uno studio del tutto, partendo dalla separazione dei particolari. Operazione impossibile in natura, invisibile ad occhio nudo, nota solo a quello dell’artista che ce ne dà testimonianza.
Cerchi concentrici e speculari, poi, riproducenti senz’altro acqua ma anche materia in movimento che ci guarda dal basso, con occhi inespressivi ed immoti o acqua in cui si stemperano lettere e simboli, nella quale trascolora il vissuto di ognuno, si riflette per un attimo e scompare. Un’immagine invano inseguita nel tentativo di fermarla: appena colto un segno o un brandello di spiegazione ad una domanda ancestrale, è già altro: rivolo, vapore, ricordo. Le foto digitali di Chiurazzi, perciò, non sono solo immagini o trasfigurazioni computerizzate della realtà, ma realtà esse stesse. Riconoscibili come forme ed elementi che ci appartengono, evocative, inquietanti o rassicuranti. Un tramite fra l’artista e noi per squadernare ed interpretare la vita.

ARTURO TUZZI


PASQUALE CHIURAZZI Nato a Nova Siri, provincia di Matera, Basilicata/Italia
Diplomato al Liceo Artistico di Salerno
Diploma di Laurea Accademia delle Belle Arti, Bari- corso di Scenografia
Professore Scuola Media Inferiore
Fotografo professionista

 

 

© Pasquale Chiurazzi 2008.  La riproduzione delle fotografie è  vietata. Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768