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Chiurazzi è fotografo nella piena accezione etimologica: è uno che “scrive per immagini servendosi della luce”. >>>

 

 

 

 

 

 

CON IL PATROCINIO

 

                              

IL VIAGGIO

RASSEGNA INTERNAZIONALE DI ARTI VISIVE

 

ISTALLAZIONE FOTOGRAFIE VIDEO

ARTISTI:  PASQUALE CHIURAZZI GIULIO ORIOLI NINO ORIOLO  IN COLLABORAZIONE CON "AGENZIA IL FOTOGRAMMA"

DI MIMMO CARULLI

 

NOTE CRITICHE:

BATTISTA D'ALESSANDRO

GIULIO ORIOLI

ARTURO TUZZI

 

IL VIAGGIO TRA ESPRESSIONE, CIBO E COLORE

L´idea del "viaggio" ha da sempre attraversato la storia di tutte le comunità ed ha ricoperto un ruolo importante nella stessa letteratura. Possiamo pensare al "viaggio" di Ulisse che attraverso una trama ricca di riferimenti storici racconta il suo muoversi tra le popolazioni ed i miti del tempo, al "viaggio" di Marco Polo che ci racconta di usi, costumi e consuetudini della lontana Cina, ai "viaggi" di Julies Verne che già nell´800 ci trasportano in una epoca futura, a quelli avventurosi di Salgari che li scrisse attingendo dal racconto di chi c´ era stato senza muoversi dall´Italia e lavorando di intelligenza e fantasia, a viaggi reali intrapresi come iniziazione alla vita dai rampolli delle famiglie più in vista della nobiltà europea del `700 e dell´800 o da chi avvertiva, impetuoso, il desiderio di conoscere l´ Italia ed i resti delle sue antiche civiltà. Tutta la storia dell´umanità è, quindi, attraversata, dall´idea del viaggio come sete di conoscenza ma anche come momento di confronto con se stessi, con le "umane possibilità". "Viaggio", però, anche per ricercare nuove terre o per avviare in queste nuove attività o cercare nelle stesse il proprio futuro, di cambiare così il proprio destino. Una necessità, se vogliamo, resa ancora più impellente dalle situazioni sociali, economiche e politiche che troppo spesso hanno reso impossibile la vita a milioni di persone nel proprio Paese di origine. Come non pensare ai profughi di Troia, distrutta dalle fiamme ed al viaggio di Enea in quella che poi si sarebbe chiamata Italia oppure a quello dei Greci che approdarono sulle coste meridionali della nostra penisola dando così origine, anche con commistioni indigene, a quella grande civiltà che fu la Magna Grecia oppure a quei monaci anacoreti che insieme a folti gruppi di popolazione proveniente da città e villaggi dell´Asia Minore si sarebbero stabilite nelle regioni del Mezzogiorno d´Italia originando una nuova e complessa civiltà, nelle stesse zone dove poi, appena dopo l´anno Mille sarebbero apparsi i Normanni e le popolazioni del Nord Europa, senza dimenticare gli spostamenti all´interno dell´Europa di svariati gruppi di popolazione tra i quali sintesi citiamo Goti, Ostrogoti, longobardi, etc.

Per giungere poi in tempi a noi più vicini ed assistere allo spostamento, prima sotto forma di controllo delle nuove terre scoperte oltreoceano, poi di sfruttamento delle stesse con le grandi migrazioni verso le stesse e dove il dato più rilevante lo si coglie nell´800 sino agli inizi del secolo successivo. "Viaggi" a volte senza ritorno sfidando l´imprevisto ed il destino. Così come i "viaggi" più recenti, da ogni parte del mondo verso ogni parte del mondo, da vecchi e nuovi teatri di guerra, verso nuove libertà, verso Paesi dove può prendere corpo l´idea di un avvenire diverso. E nel domani sognato che vedrà moltitudini di gente cambiare i propri stili di vita, nonostante il cambiamento, resteranno -a volte nascoste dietro un velo soffuso- vive le origini, l´appartenenza alla terra di partenza, ad iniziare dai colori scelti per una tenda, al modo di disporre l´arredamento, la scelta di oggetti da porre in qualche angolo, l´odore di un piatto tipico cucinato -nell´era del consumismo globale- in occasione di una particolare ricorrenza. "I viaggi", anche quando si è trattato solo di un "viaggio della e per la conoscenza", e quindi non dettato da particolari situazioni contingenti, hanno portato all´arricchimento non solo interiore di "ogni viaggiatore", ma anche di conoscenza "materiale" e "sensoriale" dei diversi aspetti della quotidianità delle altre realtà. Come non pensare all´utilizzo di determinate sostanze, un tempo sconosciute nella vecchia Europa, utilizzate per ottenere particolari gradazioni di colore per "tingere" i manufatti del tempo oppure alla conoscenza della seta, oppure all´arte della riproduzione (pare dall´antica Cina) della scrittura e delle altre forme espressive. Colori, arte, modelli espressivi diversi che ancora oggi attirano la nostra attenzione, suscitano il nostro interesse, invitano ad una attenta osservazione. Come non pensare anche ai tanti prodotti che sono oggi alla base della nostra alimentazione mediterranea, un tempo completamente sconosciuti ed assenti almeno sino al XVI secolo dalle nostre tavole (patate, pomodori, etc.) che solo "il viaggio", appunto, ha reso possibile conoscere e sfruttare poi al meglio. Già, l´alimentazione, che oggi rappresenta un fecondo terreno di ulteriori contaminazioni, è il campo -insieme a quello artistico e linguistico- dove i risultati di quello che noi definiamo "viaggio" ha sortito gli effetti più interessanti ed a volte più dirompenti L´iniziativa che l´Associazione Sud "Gigi Giannotti" propone vuole rappresentare la sintesi di questo viaggio con i colori delle immagini fotografiche di alcuni tra i più importanti fotoreporter, i colori di altri luoghi e di viaggi, compresi quelli "recenti" riproposti come "segno" di un momento particolare, come sofferta testimonianza. I colori ed i segni, le espressioni artistiche, saranno accompagnate dalla scoperta e/o riscoperta dei sapori di ogni micro-realtà, dei propri prodotti e della particolare storia ad essi legata.

Battista D'Alessandro

 

Il viaggio
 

Il “viaggio” dell’uomo prende inizio nella notte dei tempi, il suo cammino ha sfidato l’ignoto nel tentativo di costruirsi certezze,ha inventato le religioni, la filosofia e la scienza per forgiare il proprio destino, per rendersi così artefice dell’accadere del mondo. Ma questo egocentrismo
prometeo che vuole vivere sempre davanti a sé il proprio divenire e bruciare i tempi al di là di ogni cosa ,ci conduce nella spirale del nichilismo, in un viaggio verso il nulla. Mai infatti come in questo millennio l’umanità si trova davanti a sé il rischio della propria estinzione: basti pensare all’arsenale nucleare accumulato, alla sua immane capacità distruttiva e alla scarsità delle risorse a cui va incontro il pianeta per la scellerata volontà di sviluppo ad oltranza.  Al tempo presente l’uomo si trova davanti al bivio: se continuare nel suo determinismo, oppure “fermare l’immagine” e riflettere sulla malattia mortale che affligge l’Occidente, quella mancanza di orizzonti di senso di cui ci siamo spogliati. Da queste premesse partono gli “Artisti” del progetto e vogliono focalizzarealcuni frammenti del “cielo stellato” percorso dall’umanità per la sua emancipazione. Riflettere, non tanto per riscrivere la storia, quanto per cogliere il senso del nostro agire ed interpretare l’omologazione a cui ci spinge la civiltà della tecnica; circoscrivere cioè un modo diverso di abitare il mondo; una specie di ritorno a casa nel ristoro di quella filosofia aurorale che trova nell’ Essere il suo punto di partenza. Il viaggiatore è l’Uomo capace di mettersi in gioco, che sa licenziarsi dai luoghi e misurarsi sempre di più con una civiltà multietnica in un territorio ormai grande quanto il mondo le cui differenze si possono sopportare solo se saprà costruirsi un nuovo bagaglio etico basato sulla diversità, nel rispetto dell’altro.
 Il progetto si avvale di diverse discipline artistiche, e si presenta come un ’unica installazione inserita in un contesto scenografico ispirato al viaggio dove fotografia, video, pittura e scultura interagiscono per suscitare emozioni ma soprattutto per focalizzare l’agire umano nel corso della sua emancipazione. Il numero delle opere verrà calibrato in funzione al luogo espositivo; l’allestimento, che avrà una sua componete modulare adattabile alle situazioni, verrà creato con materiali leggeri ma soprattutto con “objets trouvés” quali simboli del viaggio (valige di cartone, bauli, reti…).
La scenografia si adatterà alle opere (ad es. un monitor camuffato in un baule..) e verrà sistemata ad isole compatte con un certo contesto di opere a seconda del tema e le diverse isole formeranno il percorso espositivo, cioè “Il Viaggio”.
Parte delle fotografie provengono dall’archivio storico dell’agenzia Fotogramma di Milano di Mimmo Carulli; le foto evocano i flussi migratori delle popolazioni del sud Italia, gli spostamenti in massa avvenuti nella seconda metà del novecento e i viaggi affrontati dalle popolazioni extracomunitarie dopo la caduta del muro di Berlino.
Gli scatti, dei fotografi/scenografi, Pasquale Chiurazzi e Nino Oriolo, affondano le radici nel contemporaneo, uno spaccato sulla modernità con l’ utilizzo anche di tecniche digitali.
 Le sculture/installazioni di Giulio Orioli, esplorano i codici della civiltà della tecnica in cui gli orizzonti dell’uomo si normalizzano e si riducono sempre più a mera funzionalità.
 

 

Giulio Orioli

 

La metafora del viaggio, via terra, via mare o anche come volo, ricorre nelle opere di diversi scrittori e poeti che l´hanno appunto utilizzata in riferimento a molteplici aspetti della vita dell´uomo: il  distacco, la crescita, la costruzione dell´identità. Possiamo dire che il viaggio è paradigma della vita, del percorso esistenziale di ognuno. Viaggiare è una metafora densa. È una delle cose più semplici, ma
anche tra le più ricche di complessità. Viaggiare è avvicinarsi a qualcosa di diverso, ma anche allontanarsi da qualcosa di noto. Viaggiare è come la conoscenza: assimilare l'ignoto attraverso il  paragone con ciò che è a noi prossimo, noto. Conoscere è assimilare le differenze, annullare le distanze: è rendersi infiniti. Viaggiare è ciò che ci proietta in una dimensione infinita perché è la  negazione del confine, del limite, del finito. Ciò avviene sia fisicamente, sia spiritualmente. Per rendersi conto della fascinazione dell'andare oltre, basta riguardare Ulisse-Dante. Quando i confini fisici sono esauriti, si aprono quelli metafisici: ecco il viaggio nell'ade di Ulisse, ecco il viaggio di Dante nei regni ultraterreni. Andare oltre ha sempre affascinato. Viaggiare è attraversare: è dare tempo e spazio all'inquietudine. È ciò che ci dà una folla di esperienze e sensazioni. Ci mette a confronto con noi stessi, con la nostra identità, che è non soltanto culturale, di appartenenza, ma è anche identità dell'io, della particolare e irripetibile singolarità. Ma l'io che riemerge al termine del viaggio, che riapproda al punto di partenza (che è la vera conclusione dell'esperienza del viaggiare, è tornare a casa), quell'io non è più lo stesso. L'attraversamento dei confini spaziali, del fuori, di luoghi altri, ha mutato la natura del soggetto: nel viaggio spaziale si è inserito un percorso spirituale nella profondità dell'io. L'uomo è lo stesso e non più il medesimo: la riduzione dell'ignoto, dell'esterno, si tramuta in dilatazione del mondo interiore. Il limite valicato, il soggetto fascinato dall'infinità possibile appena scoperta. Questo bisogno di distrazione è così forte che, per rendere tollerabile la quotidianità delle nostre città, s'inventano spazi artificiali, scampoli di viaggi, di un altrove desiderato. Si pensi ai giardini, ai parchi, agli zoo, ma anche alle palestre, con le loro macchine che reinventano in modo artificiale movimenti naturali.
Il viaggio è dell'uomo. Nomadi ed emigranti, pionieri ed esploratori, astronauti e pellegrini, turisti e pendolari si fanno quotidianamente interpreti di questa esperienza. Nel contempo la fantasia umana intesse viaggi nei mondi impossibili del passato e del futuro, della nostalgia e dell'utopia, dell'ignoto e dell'al-di-là. Il viaggio è archetipo, modello generale cioè, di tutto quanto parte, procede, giunge e, a volte, ritorna; archetipo della vita, dunque non solo nel senso banale del suo fluire dalla nascita verso la morte, ma nel senso pieno di un percorso attraverso esperienze che plasmano, trasformano, alterano, configurano l'identità. Il viaggio per antonomasia è quello dal quale si torna cambiati.  Ma è
anche quello che cambia. Ogni viaggio implica un cambiamento: una trasformazione dello spazio in funzione di chi e di cosa si muove, e una trasformazione del tempo, perché ogni viaggio vi si inserisce come esperienza costitutiva e ne modifica l´assetto. In quest´ottica, nelle molteplici accezioni del "viaggio", nelle diverse implicazioni che ciascuno dà ad un concetto così ampio e coinvolgente, è nata l´esigenza di chiamare a confrontarsi artisti a livello nazionale ed internazionale sul tema, sulla scia di un percorso che l´Associazione SUD "Gigi Giannotti" ha tracciato da anni e che si concretizza ogni anno nel SIRISfestival.
Questa ampia premessa è necessaria per far capire appieno il senso ed il valore artistico dell´iniziativa e quanto essa necessiterebbe di un sostegno che le consentirebbe di valicare gli angusti confini di un territorio, mettendola a confronto con altre realtà artistiche. Il territorio sul quale si innesta il SIRISfestival è, da sempre, un terreno di sperimentazione di tendenze artistiche e nuovi fermenti. Le lusinghiere critiche registrate in questo percorso, la sempre maggiore partecipazione di pubblico, la qualità ed il numero degli artisti che, invitati, accettano di buon grado di partecipare al Festival ed il numero di contatti in rete registrati dal sito che ospita le varie edizioni della manifestazione che tiene alto il nome di Nova Siri in un contesto geografico ormai dilatato oltre i confini nazionali, ci spingono a continuare in questo solco, consci però del limite costituito da una gestione basata soprattutto sul volontariato ed il sacrificio personale.


Arturo Tuzzi

 

 

©2008  PASQUALE CHIURAZZI

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