LINDA DE' NOBILI

CURRICULUM
Formazione
Corso avanzato di fotografia presso il Centro sperimentale di fotografia Adams, Roma
Corso di reportage presso il Centro sperimentale di fotografia Adams, Roma
Corso di camera oscura presso il Centro sperimentale di fotografia Adams, Roma
Corso di fotografia tenuto da Fausto Quintavalle
Attività fotografiche
Reportage

2006 Viaggio e reportage dal Mali e Burkina-Faso
-corso di specializzazione in reportage sociale a GRAFFITI - Scuola Permanente di Fotografia

2005 Italia: Lazio, Basilicata, Umbria, Sicilia, Campania
2004 Cuba
2003 Parigi
2002 Aree berbere del Marocco
Campi profughi palestinesi in Libano
Giordania
Siria
2001 India - Rajasthan
1999 Tunisia
1998 Namibia
1997 Marocco
1996 New York
San Francisco
Mostre fotografiche
“Colori ed emozioni fuori dai centri, sguardi di donne sulle tracce di un percorso dal Rajasthan al Maghreb” nell’ambito della mostra “La Casbah araba” organizzata dal CIES al museo etnografico di Roma, L. Pigorini
“Rajasthan: volti della quotidianità” presso Zora Neale Hurston bookshop & art gallery della Casa delle donne, Roma
“Reti mediterranee sulla scia di Fabrizio de Andrè” presso ARCI regionale Lazio – Centro Centofiori, Roma
“Negati” presso il Centro sociale La Strada di Roma, nell’ambito di una iniziativa promossa da Un Ponte per..., dal Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila e dallo S.C.I. per testimoniare la drammatica condizione di vita nei campi profughi palestinesi
“Negati” presso lo stand degli Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese alla festa dei Comunisti italiani
“Reti mediterranee sulla scia di Fabrizio de Andrè” nell’ambito del Premio De Andrè istituito presso il XV Municipio di Roma
“Reti mediterranee sulla scia di Fabrizio de Andrè” nell’ambito dell’iniziativa “Shardana – la Sardegna nel cuore di Ostia e del Mediterraneo”, Biblioteca comunale Elsa Morante, Ostia (Roma)
“Reti mediterranee sulla scia di Fabrizio de Andrè” nell’ambito della manifestazione “La fotografia al femminile” Cineporto 2005
3 foto in mostra nell’ambito della manifestazione “Corigliano Calabro fotografia 2005”
Pubblicazioni
2001 Postfazione del libro di Silvio Marconi “Fichi e frutto del sicomoro” Edizioni Libreria Croce
2005 “ La grande Cuba ” fotografie e testo pubblicate dal giornale di strada “Come”
“DIETRO – Il Marocco della gente” Testi e fotografie sul Marocco Ed. Ennepilibri
Collaborazioni
Pubblicazione di fotografie ed articoli sul quindicinale di strada “Come” (Milano)
Partecipazione alla creazione dell’archivio fotografico del Centro “SIN” (anni 1996- 1999)
Consulenza alle iniziative di mostre fotografiche del gruppo Aye Ifa (anni 1996-1999)
Consulenza per la realizzazione della mostra fotografica sul Mozambico nell’ambito dell’iniziativa a San Frumenzio (Roma)
Consulenza per la realizzazione della mostra fotografica sul Mozambico nell’ambito dell’iniziativa a Lenola (LT)
Contatti
e-mail: de_nobili@tin.it

LINDA DE’ NOBILI, il fotoreportage umanista 

 

Il rispetto delle culture, delle diversità etnografiche, la voglia di scoprirle, per rappresentarle nella memoria e nell'immagine a se stessi e agli altri, la fotografia come mezzo di comunicazione fra il fotografo e il soggetto, che non deve subire passivamente il clic dell'otturatore, la scoperta di ciò che è il vivere quotidiano, per le genti lontane dai modelli "industrializzati occidentali", questo è ciò che Linda De' Nobili chiede a se stessa e alla fotografia.

Il fotoreportage, per la sua peculiare missione a riprendere la gente negli ambienti domestici, nel lavoro, nelle strade della vita reale, nei momenti di socializzazione festosa o rituale, è lo strumento espressivo prediletto di Linda De' Nobili.

Ma il fotoreportage per sua natura, è lo specchio dell'anima del fotografo, riflettendo in chi fruisce l'immagine fotografica, il punto di vista da cui vengono rappresentate le persone, inserite nei racconti fotografici.

Le persone che compaiono nei frammenti di vita delle fotografie di Linda, trascendono dal loro ruolo di "soggetti", per diventare una proiezione di ciò che la fotografa "cerca". Il risultato (lo scatto), scaturisce dalla ricerca di mediazione, fra il proprio essere fotografa-di reportage-occidentale, che falserebbe l'atteggiamento della persona ripresa, per scrivere con la fotocamera un racconto di vita, di cultura, di quotidiano, così come sarebbe, senza l'intermediazione ingombrante della fotocamera stessa.

E' come ci dice Linda: "fermare visivamente e non solo nella memoria i luoghi, i volti delle persone che ho incontrato e le situazioni che ho  vissuto, la mia intenzione, però è anche quella di testimoniare altre realtà, di comunicare la diversità per renderla più familiare", quindi la fotografia come sguardo pieno di ansia umanista.

Fotografare per capire, evitando di usare la fotocamera, come freddo strumento di registrazione, che diversamente diventerebbe rappresentazione didascalica, incapace di dare forza narrativa alle scene di vita quotidiana e di cultura, lontane dalla nostra sensibilità di occidentali, già abbastanza inquinata da secoli di separatezza non solo geografica, ma anche culturale e religiosa.

Ma c'è dell'altro fra le pieghe della fotografia di Linda De' Nobili, è la partecipazione umana alle vicende gioiose, dolorose, la speranza nel domani delle genti "a sud del Mondo", la voglia di scoperta delle identità culturali, fra occidente e oriente, nord e sud degli abitanti del pianeta Terra, in cui questa sarebbe le globalizzazione giusta.

L’ostacolo più grande per Linda a ogni “sessione fotografica”, è stabilire il contatto umano, quasi la complicità con i soggetti, per trasformarli in persone davanti all’obiettivo e avere così da loro il grande dono, di un istante della loro vita, ma è proprio questo ostacolo a rendere il momento dello scatto, esaltante come una vittoria su se stessi, liberatoria e fraternizzante.

Fotografare per fissare nella memoria, fotografare per capire, fotografare per incontrare, fotografare alla ricerca di un sorriso del "diverso", per scoprire che in realtà la paura dello straniero, è solo proiezione sull'altro delle nostre paranoie. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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