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2001

RICHIAMI DI TERRA

Rassegna di Pittura,Scultura e Fotografia

A cura di PIERO RAGONE

Espongono:D.Carmentano, P. Chiurazzi, R.Guido, A. Marinetti, V. Masi, G. Orioli

4/19 Agosto 2001 NOVA SIRI- Centro storico-

BASILICATA- ITALIA-

 

"Richiami di terra"

 L’esito di una serie di combinazioni. Il risultato di alcune scelte. La convergenza di intuizioni e qualche fatalità. La sedimentazione naturale di entusiasmi e opportunità. Arte Sud 2001 è questo e molto altro. E’ una storia lunga un anno. Un investimento. Un’occasione che ha cambiato verso più volte, prima di approdare alla sua definizione finale.

La prima scaletta, i contatti, un impianto di massima. I nomi. Il coordinamento, gli inviti, le adesioni. Le immancabili, importanti defezioni dell’ultim’ora. Tra titubanze, convincimenti e ambiziose proposizioni. Infine la focalizzazione del tema e il gruppo dei 6. Poi il titolo.

E’ nata così "Richiami di terra". Una collettiva che insieme alla libertà e al privilegio di indicare un’ipotesi organizzativa, mi ha caricato di responsabilità al tempo stesso. Responsabilità per le inevitabili e necessarie parzialità rispetto ad un articolato bacino artistico regionale, (come se l’arte fosse circoscrivibile entro steccati e confini territoriali), ma anche per una linea che ha cercato di aprire dei varchi nelle partecipazioni non strettamente lucane. Così, tra continuità – di formula e qualità della passata edizione – e tentativo di lasciare una traccia – eventuale riferimento per sviluppi futuri – si è composto uno sforzo che, tra tutte le direzioni possibili, si è avviato lungo un sentiero non privo di suggestioni e potenzialità.

Connotato geografico, tipologia territoriale, dato ambientale. Ma anche storia, insediamento urbano, antiche pietre sono stati tra i sedimenti culturali al centro del percorso mentale di questa ricognizione d’arte. Materiali e interventi sono stati rimodulati. Erano, in parte,  già assemblati, preesistenti o concepiti autonomamente. In luoghi e tempi differenti.Sono stati uniti a prodotti e interpretazioni indotte, provocate, ri-chiamate dalle motivazioni e dalle ricerche di esperienze a se stanti.

Compresenza, reciprocità, complementarità di linguaggi diversi. Plurimediatici. Estratti da una trasversalità di visioni. O semplicemente concomitanze. Fotografia, pittura, scultura, installazioni tra realtà e percezioni, in un gioco di relazioni comunicative dalla radice unitaria. Oggetto: la terra. Madre, nutrice, coltivata, che dà frutti e ricompensa. Oppure terra arida, ingrata, desertica, abbandonata. Luogo di civiltà, fulcro del lavoro, della proprietà, della struttura sociale. Culla di ricordi, memorie, appartenenze e identità. Tra contraddizioni, conflitti, nuova marginalità e passate ricchezze. Mappa ereditaria di passaggi epocali e generazionali. Scrigno dei tempi, anche in quest’angolo di Lucania, al confine calabrese, bagnato dallo Jonio.

Intorno al trinomio "uomo-ambiente-territorio", diventato nodo dell’allestimento espositivo, hanno trovato una collocazione "coerente" una pluralità di opere. Convergenze palesi o implicite, incidentali o casuali, assimilazioni, accostamenti e contrasti, al di là dei requisiti intenzionalmente cercati, pur nell’eterogeneità, hanno costituito un denominatore comune collegabile ai contenuti.

Ecco perché Dario Carmentano, Pasquale Chiurazzi, Rita Guido, Aldo Marinetti, Vito Masi e Giulio Orioli sono insieme per questa mostra estiva. Un appuntamento non dedicato alle cifre stilistiche individuali, ma ad una coralità di produzioni e interazioni di immagini pensate, fatte, realizzate, create fuori da un progetto comune, se si fa eccezione per il parallelismo di fondo della ricerca proposta dai due artisti del posto, Orioli e Chiurazzi, ognuno per la sua espressività.

 

 

L'indagine fotografica di Aldo Marinetti, rigorosamente in bianco e nero, collega episodi e paesaggi della Basilicata di qualche anno fa. "Segni di terra" che rivelano geometrie, dettagli, visioni, frutto non solo di una attenta ripresa (luce, taglio, soggetto che rinuncia alla presenza umana), ma di una grande e appassionata perizia in fase di stampa. Colline, nuvole, vegetazione, territorio, corsi d’acqua, valli e crinali sono "manualmente" trasferiti sulla carta sensibile a contrasto variabile, con la consapevolezza di farsi portatori di significati ed emozioni. In camera oscura, l’anima del fotografo abruzzese, si lega all’immagine col bagno di fissaggio.

 

Pasquale Chiurazzi, presidente dell'Associazione Sud, anche quest'anno, non ha voluto far mancare il proprio apporto di testimone sensibile e attento alle vicende locali e ambientali. Dopo le macroriprese di licheni e impronte rocciose della versione 2000, si è spinto tra le dune argillose della collina tursitana. Ne sono nati quadri dalla "pelle" disidratata, inaridita, modellata dagli oceani e dall’erosione. Le mastodontiche e inquietanti propaggini di antiche ere geologiche custodiscono tutt’ora millenari reperti fossili.

Tra i dirupi desertici e i canaloni Giulio Orioli, assente dalla sua terra per molti anni, continua i viaggi di riscoperta delle vestigia e delle pieghe della storia memorizzate dal calcare. Appassionata e sottile è la sua ricerca di tracce, di stratificazioni segniche e indizi sommersi, trattenuti dalla materia e scritti con codici che sfidano il tempo, in attesa di essere decifrati. Le sue sculture nascono da blocchi di pietra e frammenti rocciosi che portano impressa la vita, il suo mistero e forse il destino dell'uomo. La capacità di "sentire" e "liberare " la forma diventano un esercizio estetico originale e profondamente orientato all’essenzialità.

Al rapporto ambiente-abitante, cittá-individuo dedica la sua attenzione Dario Carmentano. Obiettivo di studi e installazioni - con oggetti in terracotta (di creta dei calanchi) ripresi dalla tradizione artigiana e contadina, e rivisitati - sono le relazioni rituali e semantiche emblematicamente fondanti degli usi passati, e cosí scarsamente considerati dalla virtualitá contemporanea. Decori, manufatti, architetture, abitudini alimentari, ispirate da antichi saperi, vivono oggi la sfida della marginalità contrapposta alla globalizzazione. Gli oggetti e la loro storia hanno ancora molto da dire e da insegnare. Alla loro "riformulazione" concettuale sono dedicati gli interventi dell’artista materano.

Per la pittura, Vito Masi ritornato ad Avigliano, paese di origine dei genitori, dopo gli anni di emigrazione e di miniere di carbone nel Belgio, pone l'accento sulla drammaticitá dell'esistenza. Ritmi, ansie, paure travolgenti della dimensione culturale occidentale si acquietano nel raccoglimento e nell’interiorizzazione. Sofferenze e disagi si incastonano nella roccia dura da cavare. Le nicchie dello spirito offrono riparo momentaneo, trasformandosi nelle pietrose prigioni dei sogni e del desiderio di libertá. Nella luce, nella scansione dei piani, nella stratificazione della superficie, nei delicati cromatismi la speranza di un futuro dignitoso che la frettolosa quotidianità travolge sistematicamente.

In ultimo, non certo per importanza, l'occasione di incontro con le tele e i soggetti ricorrenti di Rita Guido. Dopo le foglie, le trecce e le piume, le sue evocazioni simboliche sono approdate ai coni, le sue "colline dell'amore", fatte di argilla tenera, plastica, autoctona e di vissuti. Gialli tra gli azzurri decisi, di cielo e di mare, tra stelle notturne, oscillazioni di mente e di cuore. Sfaccettature sotto le lune, di pastelli che "lasciano a lei la fiaba della vita", abbraccio amoroso ideale al suo per sempre Gigi Giannotti.

 

 

Tra i silenzi, le seduzioni, gli orizzonti sfumati "Richiami di terra" ha portato nei palazzi ristrutturati del centro storico di Nova Siri questo itinerario d’arte. Gli stimoli di comunicazione indotti dai differenti percorsi,-molti dei quali maturati lontani da questi luoghi-  ottenuti con tecniche, approcci e distinte poetica dai singoli autori, sono un’altra tappa del viaggio nella memoria intrapreso dall’Associazione Sud alla scoperta dei valori e dei talenti della Basilicata.

Arte e cultura, saldati a patrimonio e tradizione, diventano risorse preziose per la crescita e lo sviluppo delle aree interne. A due passi dalla fascia costiera, dai villaggi vacanza e dai complessi ricettivi, dai siti archeologici di Siris ed Heraclea, dall’offerta natura del Parco del Pollino, della riserva del Bosco Pantano di Policoro, dalla foce del Sinni, questa mostra vuole riaprire la discussione su una proposta "coraggiosa" di valorizzazione ecologica.

I calanchi della collina materana, emblema di desertificazione galoppante, inaridimento e sterilizzazione per erosione del territorio, potrebbero tornare protagonisti. Da problema, trasformarsi in risorsa. Rarità, fascino paesaggistico, rivitalizzazione dei borghi isolati, verso cui orientare la domanda crescente di escursionisti e target interessati all’agriturismo, potrebbero sostenere l’idea di realizzazione del "parco dei calanchi". Magari collegato a quelli tematici o letterari di Carlo Levi ad Aliano e Isabella Morra a Valsinni (non si dimentichi Diego Sandoval de Castro, signore di Bollita, giustiziato dai fratelli dell’infelice poetessa di Favale). Per non dire delle potenzialità della tradizione ceramica e artigianale già florida in età magno greca, che nelle argille locali potrebbe ritrovare la materia prima.

L'arte e le sue muse hanno favorito questo sogno estivo.Da visionari, vorremmo condividere quest'utopia d'agosto con residenti, turisti e possibilmente amministratori, politici e forze produttive.

PIERO RAGONE

 

  2000

La Nuova Basilicata 5 agosto 2000

 

Premio SIRIS a Guerricchio

 

Nova Siri lo ricorda nell'edizione dell'arte a 4 anni dalla sua morte

Letteratura ,teatro, arte.Sono i temi privilegiati dal SIRISfestival  di Nova Siri giunto alla sua terza edizione.

Un filone per ogni anno, per individuare un personaggio lucano meritevole e impegnato sul fronte Della promozione e Della conoscenza del patrimonio ,dei valori e delle idee Della cultura regionale.

Un protagonista a cui  viene assegnato, appunto, il Premio SIRIS.

L'iniziativa è dell'Associazione Culturale SUD "Gigi Giannotti"  di Nova Siri ed è nata da un'idea dello Scenografo Pasquale Chiurazzi.

Dopo il riconoscimento del '98 al professor Giovanni Caserta di Matera per la Letteratura e del '99 all'attore rivellese Ulderico pesce per il teatro, l'edizione del 2000 assegnerà alla memoria del maestro Luigi Guerricchio quello dedicato alle arti figurative.

A quattro anni dalla sua scomparsa (25 giugno '96 ), a un anno dall'antologica allestita al palazzo dell'Annunziata Della sua Matera ,giunge questa ulteriore sottolineatura dei meriti e Della portata storica Della sua opera .Guerricchio non fu solo pittore, ma anche disegnatore, incisore, ceramista e cartopestaio. Copiosissimo la sua produzione di ispirazione lucana e contadina. Memorabili gli scorci dei Sassi e la trattazione Della figura umana, tra oggetti, ambienti e colori di una quotidianità fatta di sofferenza, stenti, e povertà, ma dignitosa e fiera. Nature morte e personaggi, sagre e ritualità, mestieri e occupazioni sono la testimonianza ancoraoggi emblematica Della sua anima poetico- popolare.

Nell'edizione dedicata all'arte, l'associazione ha messo a punto la prima rassegna di pittori, scultori e fotografi lucani, " ARTE SUD ". Vi parteciperanno

Gaetano Dimatteo, Antonio Masini, Arcangelo Moles, Teri Volini, gli scultori Donato Linzalata ,Giulio Orioli, i fotografi Ottavio Chiaradia e Pasquale Chiurazzi.

La manifestazione di inaugurazione Della mostra e assegnazione del Premio SIRIS, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Nova Siri, si terrà mercoledi 9 agosto alle 20,30 presso la scuola elementare di viale siris a marina di Nova Siri.

La serata sarà coordinata dai giornalisti Franco Rina di TMC e Piero Ragone.  

 

 

 

La Nuova Basilicata 17-08-00

 

ARTE LUCANA AL SIRIS FESTIVAL

Nova Siri ,si conclude domani la mostra di pittura

 

Nova Siri. Pietra lavorata. Alberi diventati totem. Tele di appassionati olii. Oggetti di avanguardia per una tavola imbandita. Una piramide rossa come grembo materno.

Arte SUD ,rassegna di pittura, scultura e fotografia  a marina di Nova Siri è questo e altro ancora.

E' stato il luogo della consegna del premio SIRIS 2000 alla memoria e all'opera dello scomparso     Ginetto Guerricchio ,nelle mani della nipote Teresa.

All'inaugurazione del SIRISfestival ,promosso dall'Associazione Culturale SUD

 "Gigi Giannotti",  col patrocinio dell'amministrazione civica ,hanno parlato di turismo ,risorse ,ambiente sviluppo e cultura il sindaco Giuseppe Battafarano e l'assessore regionale all'ambiente Carlo Chiurazzi sollecitati dal giornalista di Telemontecarlo Franco Rina.

Piero Ragone per la presentazione della mostra ha tracciato un profilo degli artisti partecipanti: Gaetano Dimatteo ,Donato Linzalata ,Antonio Moles ,Arcangelo Moles , Giulio Orioli ,  Teri  Volini  e i fotografi Ottavio Chiaradia ,Pasquale Chiurazzi.

Frutto di percorsi individuali non necessariamente omogenei o convergenti ,ma interessanti e diversificati.

Orioli ,coordinatore dell'allestimento ,distingue eterogeneità e ricchezza di questo panorama ,ancora più prezioso per la mancanza di musei e spazi di fruizione di opere dell'arte contemporanea.

Dalle ricognizione sul territorio sono venuti stimoli e proposte.

  Le foto di natura e paesaggio di Ottavio Chiaradia ,con scorci di parchi e foreste ,arenili e zone umide ,spinte alla cattura di elementi cromatici ,riflessi acquatici, scie luminose di controluci ,tramonti e fuochi d'artificio.

Le superfici maculate da licheni e striature ,venature , fessurazioni e crepe ritratte da                               Pasquale Chiurazzi ,in macro o tele ,delle variazioni di luce e consistenze di frammenti calcarei ,ma anche campi arati ,di serre ,di pieghe Della terra ,che portano il segno dell'uomo.

Le composizioni lapidee di Giulio Orioli ,conoscitore di fiumi e di età geologiche ,incammino verso le tracce ,le origini ,i collegamenti dell'uomo con la terra.

Una sintesi estetica che accomuna materia e spirito ,levigature e dentellature di pietre-scrigno di saperi e codici ,armonie e misteri.I cui fili conducono fino anoi ,alla tecnologia ,all'epoca contemporanea,  tra trascendenze ,sacralità e ricerca esistenziale.

Su pioppi e castagno Donato Linzalata ha sagomato le sue espressioni plastiche.

Rilievi ,bozzi, semisfere ,tagli ,velature di colore sviluppano tematiche etniche, archetipi divinatori ,soggetti Della ritualità che anno assunto sembianze evolutive dei grappoli di varia umanità dei periodi precedenti.

Arcangelo Moles con fantasia ,sotto la sorveglianza di un Botticello che custodisce un uovo, allinea piatti ,pietanze, posateria, bicchieri e bottiglie per un banchetto di una cibazione figurata. Terrecotte e animali in miniatura ,cucchiai bucati, doppi o in rifrazione che richiamano simbologie, azioni, riferimenti all'uomo, alle sue abitudini ,a ironici paradossi e nessi di fattualità e pensiero.

Tra i pittori Gaetano Dimatteo ,con tele del  suo S. Rocco di Pisticci ,che dichiara le sue croci,

accentua la sua denuncia, indugia sulla dissacrazione. La sua  tavolozza trasuda sofferenza , introspezione psicologica, dolore Della carne e dello spirito.

Antonio Masini continua a viaggiare tra i suoi miti preferiti ,di Grecia ,come del Cile.

Quadri e pittoscultura Della leggenda sono animati da forza-colore, senso evocativo ,vortici del segno. L'ardimento si acquieta solo di fronte al prossimo sogno.

Teri Volini ancora alle prese con dee e fate, danze  Della corda, bagni siderali e mondi acquatici.Stavolta per stupire un cordone rosso raggiunge all'aperto una tenda piramidale. Entrati nel suo ventre, i battiti cardiaci e l'avvolgimento del tessuto ricreano illusoriamente le condizioni del grembo materno.

 

La mostra ,presso la scuola elementare di Marina di Nova Siri, si può visitare fino al 18 agosto 2000 dalle 19,00 alle 23,00.  

               

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