ANTONELLO LEONE

  E’ nato a Pratola Serra (Avellino) nel 1917. Si è diplomato in ceramica all’istituto d’arte e in pittura all’accademia di belle arti di Napoli. Ha seguito i corsi tenuti da Pietro Gaudenzi, Eugenio Scorzelli, Mino Maccari, Eugenio Viti, Emilio Notte, Alessandro Monteleone. Ha diretto gli istituti statali d’arte di Potenza, Cascano (Caserta), S. Leucio di Caserta e Napoli 2, Mostra d’Oltremare.

Pittore, scultore, grafico, ceramista da sempre impegnato nella sperimentazione di materiali, forme, riutilizzi e “risignificazione” di oggetti “rifiutati”. Leonardo Sinisgalli fu colpito “dal suo demone, dalla sua intelligenza, dalla straordinaria confidenza con i segreti del mestiere, dal suo gusto delle cose dal forte sapore arcaico”. Rocco Scotellaro, nel’49, asseriva che “il suo quadro ha ancora da farlo, come ha ancora tutto, tanto da dire, mai stanco di attingere alla linfa della sua furente creatività”. “Laico per vocazione, eretico in ogni sua manifestazione, sicuro, entusiasta, inquieto, libero di portare con genialità sulla tela, negli affreschi, di individuare nelle pietre, messaggi, espressioni, smorfie dalla natura ribelle e anticonformista. “Uomo rinascimentale”, “Homo faber”, poeta, artista a tutto tondo, che si dichiara “...sconfitto, suicida, dimesso dalla cultura ufficiale, in cerca di una morale, di un linguaggio nuovo, fra le cose abbandonate, gettate via, fuori uso”. Un’avventura affrontata con fiducia, alla ricerca “della dignità perduta” della “materia povera” negata dalla società dello “sfarzo, dello spreco, del sopruso”. Segni di “umanità perduta” riscattati, aperti “a nuovi spazi, a nuova luce, a nuova forma…risignificati” da contenuti che li sottraggono “alla provenienza di rifiuti”. Una sfida, ma anche “una vittoria dell’immaginazione”.

Tra Tra “cieli dispari e pietre erranti”, tra “rovine di sogni”, “mani lacere”, “occhi smarriti”, “fiori dei prati”.

Piero Ragone