ANTONELLO
LEONE Pittore,
scultore, grafico, ceramista da sempre impegnato nella sperimentazione di
materiali, forme, riutilizzi e “risignificazione” di oggetti
“rifiutati”. Leonardo Sinisgalli fu colpito “dal suo demone, dalla sua
intelligenza, dalla straordinaria confidenza con i segreti del mestiere, dal suo
gusto delle cose dal forte sapore arcaico”. Rocco Scotellaro, nel’49,
asseriva che “il suo quadro ha ancora da farlo, come ha ancora tutto, tanto da
dire, mai stanco di attingere alla linfa della sua furente creatività”.
“Laico per vocazione, eretico in ogni sua manifestazione, sicuro, entusiasta,
inquieto, libero di portare con genialità sulla tela, negli affreschi, di
individuare nelle pietre, messaggi, espressioni, smorfie dalla natura ribelle e
anticonformista. “Uomo rinascimentale”, “Homo faber”, poeta, artista a
tutto tondo, che si dichiara “...sconfitto, suicida, dimesso dalla cultura
ufficiale, in cerca di una morale, di un linguaggio nuovo, fra le cose
abbandonate, gettate via, fuori uso”. Un’avventura affrontata con fiducia,
alla ricerca “della dignità perduta” della “materia povera” negata
dalla società dello “sfarzo, dello spreco, del sopruso”. Segni di “umanità
perduta” riscattati, aperti “a nuovi spazi, a nuova luce, a nuova forma…risignificati”
da contenuti che li sottraggono “alla provenienza di rifiuti”. Una sfida, ma
anche “una vittoria dell’immaginazione”. Piero
Ragone