GAETANO
PLASMATI Vive
e lavora a Matera, dove è nato nel 1965. Messi da parte gli studi di
elettronica e musica, si è fatto progressivamente conquistare dalla passione
per i viaggi e per la fotografia di reportage. Come guida per gruppi, per intese
commerciali o da solo, si è spinto nel cuore e negli angoli più isolati di
diversi continenti. In oltre 15 anni ha visitato Grecia, Turchia, Albania, Nepal
Thailandia, Birmania, Cambogia, Malesia, Singapore, Indonesia, Marocco, Tunisia,
Algeria, Libia, Niger, Kenia, Madagascar, Messico, Guatemala, Honduras, Belize.
In India è tornato per ben cinque volte, per portare a termine la ricognizione
antropologico-spirituale, presentata a fine 2002, con la mostra “Mother
India” a sostegno di Emergency. Nel 1994 era stato lo Yemen oggetto di
un’altra esposizione. L’anno successivo era toccato ai Tuareg e ai Wodaabe,
popoli nomadi del Sahara. Dall’interesse naturalistico e paesaggistico, i
continui viaggi all’estero di Gaetano Plasmati hanno via via cambiato
obiettivo e destinazione. Tradizioni, feste popolari, manifestazioni culturali
sono diventate sempre più la meta delle sue documentazioni. Così la gente, le
loro usanze, i loro costumi, nel ciclo delle stagioni, hanno riempito rullini e
pellicole. Gli scatti-cartolina, i luoghi del turismo di massa, non avevano
alcun senso, a confronto di esperienze ed occasioni a contatto diretto con le
popolazioni. Questa ricerca, favorita da letture e consultazioni via internet,
sta alimentando nuovi progetti che, oltre al Sahara, riguarderanno il buddismo e
i Maya. Plasmati
è anche fotografo di teatro, musica jazz e classica, pubblicità. Nel 2001 ha
firmato, tra l’altro, come regista, “I rumori del suono” al seguito del
percussionista Filippo Lattanti al festival Toscana e ha pubblicato il libro
“100 volti, 100 angoli, una città” con scatti singolari di personaggi
conosciuti della città di Matera. Piero
Ragone