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SANTE POLITO
Nelle opere di sante Polito si riscontra una precisa scelta antropologica che inserisce la sua arte scultorea all0interno del recupero della memorie materiale. Non si deve vedere questa scelta condivisa da molti artisti, come una risposta privata e antistorica all'avanzamento della tecnologia e dell'ideologia ad essa connessa, quanto piuttosto ad una necessita' di confronto con l'ambiente e con le sue possibili trasformazioni. Non vi č quindi in Polito il semplice recupero delle pietre pugliesi bianche come il sole di mezzogiorno, ma piuttosto l'utilizzo significativo delle stesse per una loro" riscrittura"attuale. Vi č certamente anche il fascino del "vissuto" che questi materiali si portano appresso: si tratta in genere di materiali recuperati nelle campagne, intorno a case e masserie abbandonate. Il motivo del tempo e delle tracce vegetali e non, lasciate sui bianchi calcari fornisce una dimensione temporale che si allunga all'infinito verso distanze che appartengono all'eternamente lontano. Comunque il recupero di materiali antropologicamente significativi, il loro tornare a "parlare" grazie all'intervento dell'artista, la magia del tempo che entra nella pietra sono la premessa all'operare artistico che si esprime a due livelli: in primo luogo con la selezione delle materie su cui intervenire, quindi ad un livello concettuale da ready-made che puō avvenire per modifica della forma, per intervento graffito o per entrambe le cose. Sante Polito lavora con estrema libertā e le sue opere riflettono un'energia creativa che non riposa sui risultati raggiunti. I suoi tre modi di procedere prima accennati sono affiancati talvolta dalla tentazione di esibire il ready-made senza rettifica di sorta. Inoltre egli gioca con la libertā tra una scelta simbologica che va dalla spirale come forma organica alle forme geometriche astratte, dal disvelamento di un "tessuto" fossile e floreale nel contemplo emergente dalla nuda pietra, alla proposizione di un pattern rigidamente geometrico che svanisce e riappare da una lastra colorata di muffe. Questa ricchezza espressiva fa si che le sculture di Sante Polito non si attardino sulla proposizione di temi fortunati, non diventano "genere" nč si banalizzano nel ripercorrere main-streams internazionali. Nei suoi ultimi lavori l'artista tarantino si discosta dall'elemento enigmatico del menhir per accostarsi a forme organiche, teste, uccelli di pietra tufacea annerita dalla lunga esposizione all'aria. Anche la leggerezza delle foglie metalliche che escono dalla cornice di pietra inseriscono oltre ad un motivo estetico felice, anche un interesse internazionale di materiali. Il suo interesse coincidenze e contrasti fra organico e inorganico come la sua capacitā di coniugare forme e materiali lo situano con forza in un modo di fare arte teso fra memoria e progetto, tra recupero del senso del tempo e proposizione di un operare artistico attuale che vive di simultaneitā che non anticipa nč ricorda, nč pretende di ridurre la complessitā del presente a motivi e materiali puramente archetipi. L'enigma sta nella variazione non nella permanenza. Valerio Dehō
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