OSCAR MONTOTO MAYOR
"Una crónica para la crónica de Pascuale Chiurazzi"
Presentazione della Mostra "Segni e colori della Rivoluzione" XIX festival del caribe Santiago de Cuba1999

Signos y colores de la Revolución, amén de un título que agrupa un proyecto fotográfico capaz de brincar el Atlántico, es más bien un pretexto para adentrarse, mediante plena identificación, en las entrañas de una historia - nación ajenas y sentirse parte de ella. No es otra cosa y Pasquale Chiurazzi, italiano de nacimiento, fotógrafo de profesión y artista de sentimiento universal por vocación resuelta y definida, usa como carta de presentación artística en Cuba. Y así actúa, discreto, soñador, con el silencio, la discreción y la inmediatez ante sus sentidos para saber usar en el preciso instante la caja de lente y obsturador. Entonces sonríe. Lo otro es la obra, el gran parto.

Signos y colores… de regreso a sus orígenes, se apoya en la observación acusiosa de la realidad cubana de los últimos cuarenta años y de forma cautelosa, discreta pero sentida, con rigor profesional así como sensible y respetuoso – porque siempre aparece el pueblo- va imprimiendo, o sea, deteniendo el tiempo, a más de 70 imágenes en blanco y negro y colores ( según la intención) y todos tratados con la misma variedad y efectos naturales que el día – noche y los claroscuros ofrece la vida diaria. Ahí está entonces, parte de la historia y realidad cubanas; la lucha de la vida, la existencia de en su plenitud, los sudores y la alegría, todo, como las añoranzas diarias que se han forjado a través del tiempo y del esfuerzo hombre- día- pueblo en el país sueños. La isla.

No sé del uso o selección que haya hecho Pasquale del diafragma, los lentes y filtros para las luces para captar pacientemente y al vuelo esta realidad así como para "colorear" los azules extensos, el verde de siempre, el rojo eterno y la magia del país,
aunque sí se del "dibujo" al natural que con entereza y maestría se aprecia en cada pieza, capaz de decir por sí solo. Ahí está el lenguaje. Esto, claro, solo es posible hacer con el talento y la muy exquisita condición apreciable en los mejores cronistas. Signos y colores es una excelente y perdurable crónica fotográfica realizada con el rigor necesario y el talento suficiente para que sea considerado como tal. Y lo es.
Conversé con Pasquale. Me dice, eufórico y convincente: "Es que amo a Cuba, me deslumbra, y la luz, que es particular, me llega al corazón".

II

Las imágenes que se congelan al instante han dejado ilustrar los zapatos del limpiabotas. El barbero de la calle en la calle es el personaje local. Un carretillero hace sus delicias. La playa encanta, la gente moja el cuerpo de mar, salitre y sol. Un malecón, el divino paseo habanero. Mercado popular, otro y otro. Y los niños con sonrisa dejando al viento su feliz y fértil imaginación. También la nostalgia del viejo del parque,el pueblo, los balcones, las calles y sus autos. Corre la bicicleta detrás de la modernidad. Las imágenes sagradas, la bandera, Fidel, el Ché. Toques, retumbes, cantos mágicos en tambores de la divinidad. La danza viva y la fuerza sincrética. Los artesanos reviven la tradición emparejados al canto de la trova del histórico Santiago de Cuba, engalanados por los sueños de los enamorados de siempre. El juego callejero, el dominó, el harado, el hombre y el campo, las montañas, un carretillero. El pueblo, la calle. La vida.

III

Signos y colores de la Revolución, en fin, es esta muestra vivificante, ilustrativa, rica en matices y evidencias sociales, naturales, impresa de fuerza y temperamento con un código especial y un sello distintivo que logra el encuadre y el mensaje exclusivo, como pocos, en una panorámica "cinematográfica " que es el todo, la realidad y que te dice del vivir, ser y estar en esta ínsula sui géneris.
Bienvenido a Cuba, Pasquale, a tu Cuba. Y gracias.

Lic. Oscar Montoto Mayor Profesor de Literatura y Español, Asesor literario, Crítico de arte,
Editor, Promotor e investigador cultural.
Santiago de Cuba, Septiembre/ 1999.


Una cronaca per la cronaca di Pasquale Chiurazzi

“Segni e colori della Rivoluzione” è un titolo composito che sintetizza il contenuto di un progetto fotografico capace di varcare l’Atlantico, rappresentando in primo luogo un’occasione per addentrarsi con totale identificazione nelle viscere di una storia e di una nazione estranee e sentirsi parte di esse. Non viene ritratto qualcosa di distante e Pasquale Chiurazzi, italiano di nascita, fotografo di professione e artista portavoce di un sentimento universale grazie ad una vocazione solida e determinata, utilizza questa rassegna come propria presentazione artistica a Cuba. E in questo modo si muove, con tatto, sognatore, in silenzio e, unendo discrezione e immediatezza al di sopra dei suoi stessi sensi, sa usare al momento opportuno l’obiettivo e l’otturatore. A questo punto si sorride. Tutto il resto è l’opera che ne scaturisce, il grande parto.
Segni e colori …, ispirandosi alle origini, si basa su un’osservazione attenta della realtà cubana negli ultimi quarant’anni e in forma accorta, discreta, però sentita e con una precisione che è sì professionale ma, nello stesso tempo, sensibile e rispettosa – dal momento che è sempre presente la gente – riesce ad immortalare, fermando il tempo, più di 70 immagini sia in bianco e nero sia a colori (secondo l’intenzione). Tutte vengono rese con la stessa molteplicità e con gli stessi effetti naturali che la vita quotidiana offre nel passaggio dal giorno alla notte e nel gioco dei chiaroscuri. Ecco allora rappresentata parte della storia e della realtà cubane, la lotta della vita, l’esistenza nella sua totalità, le fatiche e l’allegria, il tutto, come le nostalgie quotidiane che si sono create nel corso del tempo attraverso il contrasto uomo-giorno-comunità nel paese dei sogni. L’isola.
Ignoro come Pasquale abbia usato o scelto il diaframma, le lenti e i filtri per le luci sia per captare pazientemente e in un istante questa realtà, sia per “riprodurre il colore” degli azzurri infiniti, del verde di sempre, del rosso eterno e della magia del paese. Ma sono certamente consapevole del “disegno” al naturale che in modo completo ed eccellente si può apprezzare in ogni pezzo, capace di esprimersi in modo autonomo. Questo è il linguaggio. Sicuramente questo risultato può essere raggiunto grazie al talento e allo stile particolare che possono essere riscontrati solo nei migliori cronisti. Segni e colori è un’eccellente ed incisiva narrazione fotografica realizzata con la precisione ed il talento necessari affinché venga considerata tale. E lo è.
Parlai con Pasquale. Mi dice, euforico e convincente: “Amo Cuba, mi abbaglia la luce, che è particolare, arriva direttamente al cuore”.
Le immagini che vengono cristallizzate in un istante permettono di dare fama alle scarpe pulite dai lustrascarpe. Il barbiere della zona che esce in strada è il personaggio locale. Un carrettiere prepara le sue delizie. La spiaggia incanta, la gente immerge il proprio corpo nel mare, nella salsedine e nel sole. Un molo, il divino lungomare dell’Avana. Il mercato popolare e tante altre cose. Ed i sorrisi dei bambini che abbandonano al vento la loro serena e fervida immaginazione. E, ancora, la nostalgia del vecchio nel parco, il paese, i balconi, le strade con le auto. Corre la bicicletta dietro la modernità. Le immagini sacre, la bandiera, Fidel, il Ché. Rintocchi, rimbombi, canti magici al suono dei tamburi della divinità. La danza viva e la forza unita. Gli artigiani rivivono la tradizione uniti nel canto che racconta la storia di Santiago de Cuba, adornati dai sogni degli eterni innamorati. I giochi nelle strade, il domino, le terre arate, l’uomo e la campagna, le montagne, un carrettiere. Le persone, la strada. La vita.
III
Segni e colori della Rivoluzione, infine, è una mostra vivificatrice, illustrativa, ricca di sfumature e di testimonianze sociali e naturali. E’ un lavoro frutto di forza e temperamento, con un codice speciale ed una impronta distintiva, e che riesce, come pochi, a raggiungere l’inquadratura e un messaggio esclusivo, in una panoramica “cinematografica” che rappresenta la totalità, la realtà e che rivela il vivere, l’essere e lo stare in questa isola sui generis.
Benvenuto a Cuba, Pasquale, alla tua Cuba. E grazie.

Oscar Montoto Mayor
Professore di Letteratura e Lingua Spagnola, Consulente letterario Critico d’arte, Editore, Promotore e ricercatore culturale. Santiago de Cuba, settembre 1999.
 

 

 

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